Successo per la prima edizione del Rome Web Awards

Ne parliamo con i direttori della kermesse

 

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Il Rome Web Awards,  il primo evento in stile Academy Awards dedicato alle web series, si è concluso sotto i migliori auspici. Un’intera giornata che ha visto protagoniste, nella splendida cornice del Teatro Ghione, nel quartiere Prati, le migliori produzioni italiane e non presenti sul web.

200 i parametri iniziali di valutazione,  ridotti poi a 5 in percentuale per ogni categoria al fine di delineare le serie in nomination.  Un lavoro accurato, preciso di selezione delle web series, che ha visti impegnati i tre direttori della kermesse, Giuseppe Capudi , in arte Scorpione,(Direttore artistico), Stefano Indraccolo(Direttore tecnico) e Domenico Barillari(Direttore amministrativo)  come ci spiegano:

Ogni web serie è stata vista dalla prima e ultima puntata, dal primo all’ ultimo minuto, compresi i trailer e i teaser, in modo da poterle giudicare in maniera precisa. Siamo l’unico evento che ha giudicato dopo aver visto tutto il minutaggio delle web serie, altrimenti non esisterebbero, ad esempio, i premi per le migliori scene che spesso si trovano proprio nelle ultime puntate. I nostri parametri di scelta sono alti e ampi, abbiamo unito le tre schede di valutazione e sommato le  percentuali di ogni categoria per ottenere la percentuale unica che ci ha permesso di  selezionare le cinque nomination per categoria.

Tre direttori, tre videomakers, ma soprattutto tre amici  che, spinti dalla passione per il web e armati  di telecamera, creatività e soprattutto di buona volontà, decidono di dare vita alla web serie ShadowS –The series. Ed è proprio da qui che si gettano le basi per  il  Rome Web Awards  come ci spiega Barillari:

All’estero vi erano molti concorsi, festivals dedicati alle web series.  In Italia ancora no . Decidemmo quindi di rimboccarci le maniche autofinanziandoci  spinti sopratutto dalla passione e dalla dedizione al lavoro.

Continua Indraccolo:

Come videomakers non eravamo abbastanza soddisfatti dei festival esistenti. Ci era capitato, infatti, di partecipare a festival anche prestigiosi oltreoceano, ma ci è parso subito evidente che la visibilità data ai partecipanti non era esattamente una priorità. Inoltre si assiste o una estrema selezione delle opere con criteri non sempre facilmente comprensibili, o a una eccessiva “manica larga” che tende a snaturare il concetto di competizione. Per ultimo, rifiutiamo totalmente la metodologia di votazione online che non costituisce indice di qualità dell’opera ma al limite della capacità di social marketing della produzione. Noi avevamo il premio del fight web che è una votazione online, ma penso tutti abbiano compreso che era più un gioco per chi aveva voglia di divertirsi, non aveva nessuna pretesa di essere un indicatore di qualità.

Tutti gli sforzi sono stati appagati. Il bilancio del direttore artistico Capudi è positivo:

La prima edizione del Rome Web Awards è stata positiva sopra ogni più rosea previsione iniziale. Quando abbiamo iniziato noi non vi era ancora nessun festival di web serie in Italia. Ci siamo dati un tempo abbastanza lungo per organizzarlo e questa è stata la nostra forza principale. Avendo avuto molto tempo a disposizione, abbiamo potuto creare un evento che nessuno ha mai fatto nel nostro paese. Non a caso siamo soprannominati gli “Oscar del web”, perché abbiamo riproposto l’evento degli Academy Awards nella versione web. 62 serie selezionate provenienti da quasi tutti i continenti. Una serata di gala con più di 500 persone in teatro, diretta streaming mondiale  e una serie di 45 premi secondi a numero solo al Los Angeles Webfest. Direi che i numeri la dicano lunga.Inoltre la nostra serietà, professionalità ha dato i suoi frutti. Molti festivals internazionali come quelli di Toronto, Miami e Porto, ci hanno chiesto gemellaggi e collaborazioni. Continuate a seguirci e ne vedrete delle belle.

 Uno dei tanti punti di forza che ha contraddistinto il Rwa dalle altre rassegne dedicate ai prodotti websereriali  in Italia,  è stata la diretta streaming della serata di premiazione, curata da C-100 WEB TV.Un’opportunità per tutti coloro che, per vari motivi,non hanno potuto presenziare all’evento. Durante la serata  inoltre  è stato proiettato  The AWEBNGERS, primo esempio di produzione cross seriale, progetto nato dal gruppo Wau – Web Artists United e che ha visto coinvolte sette diverse web series. Giuseppe Capudi, all’ interno del progetto con ShadowS The serie, ci spiega brevemente di cosa si tratta :

L’idea di questo primo e fantastico cross over tra web series è nato da un gruppo di amici/filmakers in concorso al festival Immaginario di Perugia. Prima di partire è stata scritta la sceneggiatura e noi ne siamo rimasti tutti molto entusiasti. È stata un’esperienza meravigliosa che ci ha fatto conoscere meglio uno con l’altro e spero davvero che questo corto dia l’immagine di collaborazione che poi è il fulcro, il vero messaggio del progetto. Solo se si è uniti si possono raggiungere degli obiettivi, dei risultati che difficilmente potremmo raggiungere da soli. Per collaborare e dialogare con le istituzioni, con l’industria dell’intrattenimento, con i grandi network è necessario essere uniti intorno a valori pragmatici, lontani da concetti e punti di vista spesso opinabili. Sono stato orgoglioso di aver potuto mandare “The Awebngers” in prima assoluta durante la sera della premiazione all’ RWA, che ha fatto da battesimo al progetto creato da WAU.